Liquidity provider: quali rischi si corrono nel fornire liquidità?

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Liquidity provider: quali rischi si corrono nel fornire liquidità?

APY stratosferici che fanno pensare a guadagni altissimi, ma come funzionano le liquidity pool e cosa significa fornire liquidità, quali rischi si corrono?

L’adozione delle cryptovalute sta crescendo e sempre più utenti si avvicinano al mondo della finanza decentralizzata (decentralised finance, DeFi). La possibilità di gestire le proprie finanze attraverso gli Smart Contract (SC) è sicuramente affascinante, ma quali rischi si corrono in questo mondo?

Diverse sono le possibilità che gli utenti di app e dApp hanno nel mondo della blockchain e della DeFi. Una delle più allettanti dal punto di vista dei possibili guadagni è fornire liquidità per una coppia di monete. Ma non è tutto oro ciò che luccica…

Nei vari ecosistemi DeFi diverse sono le dApp che forniscono questi e altri servizi, come ad esempio i DEX. Questi sono mercati di scambio decentrati dove qualsiasi utente può fornire liquidità e diventare liquidity provider.

Fornire liquidità significa immettere in una pool di liquidità una coppia di monete, ad esempio USDT e BTC, di uguale valore. Questo permette agli utenti del DEX di poter scambiare le due monete, pagando un costo (fees). A chi fornisce liquidità spetta una quota delle fees, che vengono pagate per gli scambi dagli utenti, in proporzione alla quota di pool fornita.

Se il valore dei due asset non varia nel tempo, quando il liquidity provider ritirerà la propria liquidità riceverà indietro gli asset forniti più la quota di fees che gli spettano.

Se invece il valore dei due asset varia, come succede costantemente agli asset volatili come BTC (nel nostro esempio), si va incontro alla cosiddetta impermanent loss, se l’asset volatile si apprezza, mentre si rischia di perdere tutto il capitale qualora questo perda valore.

In questo esempio consideriamo il valore di BTC=$50,000 al t0. Supponiamo che Luca ha nel proprio wallet 25,000 USDT e 0.5 BTC e decida di fornire liquidità in un DEX consolidato.

Impermanent loss

Impermanent loss è la perdita che il LP subisce quando l’asset volatile si apprezza sul $ e rappresenta la perdita teorica che il LP subisce rispetto ad holdare (detenere sul lungo periodo) i propri asset.

Il totale della pool di liquidità supponiamo essere di $ 1,000,000 equamente divisa tra USDT (500,000) e BTC (10).

t0 totale pool
USDTBTCTotale $
500,000101,000,000

Luca fornisce liquidità nella pool USDT/BTC, immette quindi 25,000 USDT e 0.5 BTC, la quota della pool è del 5%

t0 di Luca
USDTBTCTotale $
25,0000.550,000

Con il passare del tempo i valori delle due monete fornite in liquidità variano, ma la quota di Luca all’interno della pool rimane invariata.

Supponiamo che al t1 BTC vale $100,000

A questo punto dobbiamo applicare una semplice formula:

X*Y= K

X è la quota di BTC nella pool

Y è la quota di USDT

K è il totale della pool, ed è costante

Prezzo BTC = Y/X

Quando il prezzo di BTC varia, le quote nella pool si bilanciano:

X= sqrt (K/prezzo BTC)

Y= sqrt (K*prezzo BTC)

X= 7.07

Y= 707,106

T1 totale pool
USDTBTCTotale $
707,1067.071,414,106

Vediamo cos’è successo alla quota di Luca, che rappresenta il 5%:

t1 di Luca
USDTBTCTotale $
35,355.30,353570,705.3
Fees 5%$ 1,000 

Al t1 la quota di pool spettante a Luca è sempre del 5% e il valore totale degli asset forniti è di 70,705.3.

Quale sarebbe il valore degli asset di Luca se avesse semplicemente holdato i due asset? A quanto ammonta la perdita?

Al t1 Luca avrebbe 25,000 USDT e 0.5 BTC per un valore totale di $ 75,000.

Riepiloghiamo ora i dati a nostra disposizione e calcoliamo la possibile perdita:

Luca t0Luca t1 HoldLuca t1 LP + fees ($1,000)Impermant loss
$ 50,000$ 75,000$ 71,705.33,294.7

Se al t1 Luca decidesse di ritirate la sua quota di liquidità, subirebbe una perdita di circa $ 3,300 rispetto all’holding dell’asset volatile (BTC).

L’impermanent loss non è una perdita definitiva fino a quanto non si ritira la liquidità. Potrebbe ad esempio succedere che l’asset volatile (nel nostro esempio BTC) perda il valore guadagnato al t2 e si riassesti sul prezzo originario del t0, non procurando nessuna perdita.

In generale l’impermanent loss può essere calcolato facendo riferimento a questa sintesi che ci dice a quanto ammonta in % la perdita rispetto all’holding della moneta volatile quanto questa si apprezza:

  • variazione di prezzo di 1,25x = perdita dello 0,6%
  • variazione di prezzo di 1,50x = perdita del 2,0%
  • variazione di prezzo di 1,75x = perdita del 3,8%
  • variazione di prezzo di 2x = perdita del 5,7%
  • variazione di prezzo di 3x = perdita del 13,4%
  • variazione di prezzo di 4x = perdita del 20,0%
  • variazione di prezzo di 5x = perdita del 25,5%

L’andamento è riassunto in questo grafico:

Consci di questo effetto, i vari Dex propongono diverse soluzioni per ovviare all’impermanent loss qualora le fees non dovessero bastare a coprire la perdita (come nel nostro esempio), ovvero propongono di mettere a rendita il token che viene fornito a prova della propria quota di pool. Gli APY sono molto spesso stratosferici riuscendo a toccare percentuali a tre cifre nei primi giorni apertura.

In cosa consiste la rendita?

Spesso la rendita consiste nel ricevere come rewards il token di governance della piattaforma, che per sua natura è volatile anch’esso. Il problema di queste piattaforme e dei loro token che vengono forniti come rewards da yield farming (il modo per mettere a rendita il token di liquidità) è che hanno strutture monetarie inflazionistiche. Tanto maggiore è la quantità di token immessa come rewards da YF, tanto maggiore deve essere la domanda del token nel mercato, in modo da non svalutarlo.

In conclusione

Nell’esempio sopra riportato ci affidiamo ad un DEX di quelli famosi, come possono essere Uniswap, Pancakeswap e chi più ne ha più ne metta. Di questi DEX ci fidiamo, sono noti e abbiamo fiducia nel modo in cui gli smart contract gestiscono e tengono al sicuro la nostra liquidità. Non possiamo però essere così fiduciosi per i DEX appena nati, dove le prospettive di gadagno sono ancora maggiori, ma non abbiamo nessuna sicurezza sul contratto intelligente e sull’assenza di chiavi privati in mano ai DEV che possano rimuovere liquidità.

Altri rischi connessi al fornire liquidità possono riguardare eventuali bug che possono verificarsi in seguito ad aggiornamenti dello Smart Contract e causare il blocco permanente dei fondi senza la possibilità di riscattarli.

E’ quindi opportuno informarsi bene sui rischi che si possono correre e su quanto è effettivamente redditizio diventare un LP. Conviene infatti affidarsi a DEX consolidati, iniziando fornendo una piccola somma sulla quale calcolare il rendimento reale.

Fonti

Binance Academy. 2021. La perdita impermanente spiegata | Binance Academy. [online] Available at: <https://academy.binance.com/it/articles/impermanent-loss-explained> [Accessed 23 November 2021].

Tridico, T., 2021. [online] Youtube.com. Available at: <https://www.youtube.com/watch?v=qkaBCIpvfIg&t=905s> [Accessed 23 November 2021].

Medium. 2021. Uniswap: A Good Deal for Liquidity Providers?. [online] Available at: <https://medium.com/@pintail/uniswap-a-good-deal-for-liquidity-providers-104c0b6816f2> [Accessed 23 November 2021].

The Babylonians. 2021. What is Liquidity Pool (LP) in DeFi? – The Babylonians. [online] Available at: <https://www.theancientbabylonians.com/what-is-liquidity-pool-lp-in-defi/> [Accessed 23 November 2021].

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